La belva Kuntar ha svelato al mondo il volto del Libano
Quello che abbiamo visto accadere in Libano nel giorno dello scambio Hezbollah-Israele fra i corpi di Eldad Regev e Ehud Goldwasser e l’assassino infanticida Samir Kuntar e gli altri quattro terroristi, ha dell’incredibile, e guai a non tenerne conto: sarebbe una grave falla strategica nella mente dell’intero consesso internazionale. Kuntar in divisa militare, pronto al saluto nazista degli hezbollah e di altri eserciti arabi, è stato accolto estaticamente da tutto il Libano nel suo insieme, non solo dagli hezbollah. Ovvero, da quel mosaico di etnie e religioni cui abbiamo sempre attribuito diversità e contrasti tendenti a formare un’armoniosa democrazia contrastata dai nemici interni e esterni del Libano. Abbiamo seguitato a pensare nel corso degli anni che gli assassini mirati degli amici dei siriani, l’intervento dell’Iran per armare gli hezbollah, la guerra indotta dagli hezbollah stessi e poi la risposta israeliana, chiudessero la strada agli uomini di buona volontà, fra cui il primo ministro spesso definito pro americano, Fuad Siniora. Michel Suleiman, il nuovo presidente ex generale, era stato assolto dall’evidente scelta di non usare l’esercito contro gli hezbollah durante il loro semi golpe delle settimane scorse. Abbiamo letto il Libano come un paese-vittima che fa del suo meglio, assediato da molte avversità, la cui democrazia è sempre assediate da fattori esterni, si chiamino essi Siria, Iran, Israele, o interni, ma fortemente spinti da fuori, come gli hezbollah.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277092


